Chiesa San Sebastiano 1 | 2 | 3 Chiesa San SebastianoSant'IsidoroSanta Maria Angiargia
ItalianoEnglish

Settembre 7 - 8 - 9

Festa di Santa Maria Angiargia

La tre giornate dedicate a questa manifestazione, prevedono diversi momenti, che vanno dalla esposizione dei prodotti tipici del territorio di Collinas, alla degustazione degli stessi; momento importante diventa la giornata dedicata alla sagra dell'ospitalitÓ contadina e pastorale.
In un boschetto sacro, dopo distante dal paese, dedicato a S. Maria Angiargia, ci si riunisce per un pranzo comunitario: menù con antipasti di terra, lumache al sugo, malloreddus con salsiccia, carne di pecora bollita e al sugo, il tutto accompagnato da vari vini tipici di Collinas.

SANTA MARIA BANGIARGIA

(Cenni storici, usi costumi e tradizioni)A circa 3 km dal paese, in un boschetto di olmi, pioppi, olivastri secolari e lentischi, sorge la chiesa campestre eretta in onore di Maria Bambina meglio conosciuta come Santa Maria Bangargia (del bagno) e dai forestieri, piú semplicemente, come "Santa Maria e Forru". La festa, 7/8/9 settembre, particolarmente sentita dai Collinesi diventa motivo di nostalgico rientro per tanti emigrati nonchè forte richiamo per i forestieri. Un tempo, durante i tre giorni dei festeggiamenti, si sospendevano tutte le attività lavorative e dal paese carri trainati da buoi e cavalli, addobbati a festa e carichi di fedeli, si snodavano, come i grani di un rosario, lungo le polverose strade verso il boschetto. Fede e tradizione diventavano un tutt'uno: ai festeggiamenti religiosi si affiancava il tradizionale pranzo a base di porchetti arrostiti nei numerosi fuochi accesi all'interno dello stesso recinto sacro. Molti fedeli trascorrevano la notte in un loggiato a ridosso della chiesetta, che fu demolito nel secolo scorso. Le famiglie povere si recavano nel bosco di Santa Maria a piedi e con le bisacce a spalle: anche per loro era quasi obbligo consumare il pasto frugale nel boschetto dopo aver assistito alla messa e partecipato alla processione.
Le notizie che si hanno sulla chiesa sono alquanto frammentarie e non premettono una esatta datazione della sua costruzione. Tracce di strutture preesistenti sono state trovate attorno al tempio il che fa presupporre che nei secoli scorsi ci siano stati insediamenti permanenti. Voci, peraltro non confermate da dati certi, parlano di un complesso residenziale di frati benedettini e di un convento il cui sostentamento era assicurato dalla coltivazione dei campi e dall'allevamento del bestiame. Si suppone che l'area dell'attuale boschetto, cintata da muretti a secco, era sistemata a giardino dove si coltivavano ortaggi e alberi da frutto, irrigati dal serbatoio a sud/ovest del boschetto. In tale lato infatti ancora oggi si possono notare i resti della costruzione che presumibilmente fungeva da serbatoio. A sud della chiesa esiste inoltre un pozzo costruito in pietra le cui acque sono utilizzate per le necessità e le esigenze della festa. Il chiuso è di proprietà della chiesa così come alcuni terreni al di fuori del muro di cinta che sono stati accorpati e rimboschiti. Dal 1984 è stata stipulata una convenzione con il Comune che ne ha la custodia e la gestione. Attualmente sono allo studio progetti per il recupero della chiesetta, rifacimento della copertura, illuminazione, e sistemazione dei cancelli originariamente posti agli ingressi nord e sud (sono quelli che attualmente si trovano nella scuola elementare e nella scuola materna). Uno studio particolare interesserà il pozzo paleocristiano de su Bangiu, ubicato a sud\est del boschetto per il recupero dello stesso e della zona circostante, studio che si auspica possa dare risposte ai numerosi quesiti d'ordine storico relativi al sito.
La credenza popolare vuole che dal bosco non venga asportato alcun frammento di legna, pena il verificarsi di episodi "spiacevoli" per il trasgressore: retaggio di credenze pagane che affondano le radici nei riti riguardanti i boschi dedicati alle divinitÓ agresti.

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7